VERONA E ALBERGHI DI LUSSO

02.12.2020
di Francesco Barana

Funziona così a Verona: per mesi si parla di rivalorizzare i palazzi storici del centro storico per eventi e proposte culturali, lo si spiega con meravigliose e illuminate parole. Poi, eccola la beffa: scopri che i palazzi ex Unicredit di via Garibaldi potrebbero venire destinati a una catena multinazionale alberghiera del lusso, per - ci viene spiegato dal sindaco - "attirare turisti di alto livello che altrimenti scelgono di soggiornare a Venezia, mentre a Verona passano per una visita al massimo di un giorno". Quindi, pare di capire, il cosiddetto turismo "di qualità" (espressione terrificante), ergo quello che spende, si attrae con gli alberghi lussuosi in centro. E non, come pensavamo, con gli eventi. Quindi secondo questa logica è la suite che ti porta a Verona e non quello che propone Verona "fuori". Tra l'altro, come ricorda correttamente il presidente degli albergatori Giulio Cavara - che definisce la proposta "superficiale e poco puntuale" - di alberghi di lusso in centro ce ne sono già tre. Forse allora il problema del poco "turismo ricco" non è la mancanza di suite. Forse allora servirebbe cominciare a ragionare sulla proposta di un festival lirico da ripensare, sulla quasi assenza di grandi mostre, su una città che musicalmente vive solo di Arena. Eccetera eccetera.