BACCHETTANDO A CASACCIO

12.12.2020

A Verona, da inizio pandemia, la metà dei 1200 morti per Covid è nelle case di riposo, 566. Un dato terribile, drammatico che apre a una riflessione su dove si concentra buona parte della letalità del virus. Fa rabbrividire il pensiero che i nostri vecchi siano violabili nel luogo in cui dovrebbero invece essere sicuri. E fa pensare che ancora oggi sul piano politico e mediatico non si vogliano (appositamente) contestualizzare e fotografare i numeri della pandemia. Forse è molto più comodo bacchettare e terrorizzare i cittadini, tutti (massa informe e astratta); quindi misurare i centimetri di un tavolo al ristorante, o i minuti del coprifuoco. Sia chiaro, le limitazioni sono necessarie, ma bisognerebbe ragionare su quali, in base alla realtà dei numeri, che non vanno solo contati, ma fotografati, contestualizzati, raccontati. Invece si continua sulla linea assolutistica del terrore e della paura. È sbagliato, ma purtroppo comprensibile (ma non giustificabile): in una democrazia il più potente sistema di controllo delle masse è la paura, non la speranza, figuriamoci la verità. Che se venisse raccontata poi magari inizieremmo a pensare che mentre la sera siamo rinchiusi a casa, nelle RSA qualcosa sta sfuggendo di mano.