PAZZO, I 200 GOL DI UN FRAGILE BOMBER

19.11.2020
G. Pazzini (foto: it.eurosport.com)
G. Pazzini (foto: it.eurosport.com)

di Francesco Barana

Fonte: il Corriere di Verona

La fine di una lunga storia. Giampaolo Pazzini, a 36 anni, ha deciso di dire basta. Si ritira dal calcio, il Pazzo, rimasto svincolato dopo l'addio al Verona a fine luglio. In questi mesi ha ricevuto poche proposte e così ha scelto di chiuderla qui. Nessun annuncio ufficiale per ora, solo la notizia data dall'esperto di calciomercato Nicolò Schira sui suoi canali social martedì sera e confermata sostanzialmente dall'ormai ex attaccante, contattato ieri dal Corriere di Verona: "Ufficialmente però non ho ancora comunicato niente e quindi aspetto a rilasciare interviste".

Martedì sera sui social network la notizia è diventata virale, scatenando l'affetto soprattutto dei tifosi dell'Hellas, la squadra a cui Pazzo ha legato gli ultimi cinque anni delle sua carriera (se si escludono i sei mesi al Levante in Liga nel 2018), con 135 presenze e 50 gol - 14 in A, 35 in B e 1 in Coppa Italia.

Ma la "cifra" di Pazzini, non va dimenticato, è nazionale, non solo per le 25 presenze e i 4 gol in azzurro (una presenza anche nello sfortunato Mondiale sudafricano del 2010) e i suoi trascorsi in grandi club come Inter e Milan e in piazze come Fiorentina e Sampdoria. Sono i numeri, ragguardevoli, a esprimere lo spessore del Pazzo: 14 stagioni in A, con 387 presenze e 115 gol, cioè poco meno di una rete ogni tre partite. Pazzini è il 58° giocatore più prolifico di ogni tempo nella massima serie. E ancora: 3 le marcature in Champions League (più altre 3 nei preliminari), 1 in Liga, 44 in B, 5 in Nazionale Under 21. Il totale fa 199 gol da professionista, nonostante una fragilità fisica che lo ha frenato sul più bello. È il maggio 2013 infatti quando, dopo i 15 gol segnati da titolare con il Milan, deve sottoporsi a un delicato intervento al ginocchio destro. Tornerà in campo a fine anno, ma per poco: a gennaio del 2014 è di nuovo ai box, ci rimarrà fino al termine della stagione.

E non sarà più il giocatore di prima, Pazzini. Il Milan nell'estate 2015 lo cede al Verona, che gli fa firmare un ricco quinquennale. Con l'Hellas sarà una storia contraddittoria ma intensa: amato dai tifosi, meno dagli allenatori. Nella sua prima stagione Mandorlini, che pure lo aveva lanciato all'Atalanta nel 2003, lo considera la riserva di Toni. A dicembre arriva Delneri, suo pigmalione alla Sampdoria: il Pazzo, racimola 30 presenze, ma a singhiozzo, con appena 6 gol. La squadra retrocede. Pazzini si riscatta l'anno dopo, leader di quel Verona che torna immediatamente tra i grandi grazie ai suoi 23 gol; ma in A Pecchia non lo vede e a gennaio Fusco, con cui entra in rotta, lo dirotta al Levante. Via Fusco, Pazzo rientra nel 2018-19, ancora in B, ma anche con Grosso trova poco feeling, nonostante segni sempre in quel poco che gioca (10 gol). L'arrivo di Aglietti ne rilancia le quotazioni e Pazzini è determinante per la promozione in A con due gol ai play off. Il resto è storia recente, quella di un'ultima stagione con Juric in cui il bomber di Pescia è riserva di lusso, con 4 gol pesanti.

Fino al 28 luglio scorso, giorno in cui annuncia l'addio al Verona con una conferenza stampa: "Sono emozionato - dice - sono stati cinque anni intensi tra alti e bassi, ma è stato un bellissimo percorso. L'Hellas resterà per sempre nel mio cuore". Adesso l'addio al calcio. Pazzini studierà da direttore sportivo. Auguri.