COVID E VERONA

16.11.2020

Verona semi-deserta, ieri. Un ristoratore del centro sui social scriveva: "Noi siamo aperti, anche se non sappiamo per chi".
Il settore del terziario è quello più colpito dalle conseguenze economiche della pandemia e oggi il presidente di Confcommercio Paolo Arena paventa giustamente il rischio di infiltrazioni non cristalline che possano sfruttare, con la loro facile liquidità, questa crisi.
Tuttavia il Covid rischia di accelerare un fenomeno già in atto a Verona: la crisi industriale e il declino degli asset strategici (finanza, assicurazioni, banche, fiera, polo energetico), e parallelamente lo "sviluppo" solamente turistico (turismo di quantità) con relativa nascita di anonime catene di food and beverage, e la perdita d'identità o la sparizione di ristoranti e negozi storici, che per resistere devono snaturarsi.
Ora è tempo di resistere, ma l'auspicio è che finita tutta questa storia sia tempo anche di cambiare.